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mercoledì 6 novembre 2013

Perché sta diventando più difficile per gli italiani immigrare in Svezia?

OH! Signur!!!
Io stavo tanto bene, a casa mia, tranquillo, sereno….. mi stavo pacificamente grattando l’irsuto scroto quando mi imbatto in un articolo che mi ha lasciato sgomento: 

(in blu il testo originale, in nero i miei commenti)

Perché sta diventando più difficile per gli italiani immigrare in Svezia? 


A giudicare dalle discussioni sulla blogosfera (e su Italienaren), le crescenti difficoltà incontrate dagli immigrati italiani nell’ottenere il permesso di soggiorno in Svezia hanno suscitato due tipi di reazioni. Da un lato, l’irrigidimento delle regole di attribuzione del permesso di soggiorno è stato interpretato da alcuni connazionali come una violazione del diritto alla libera circolazione dei lavoratori all’interno dell’Unione Europea. Dall’altro lato, secondo altri commentatori, la possibilità di definire autonomamente le regole di accesso per gli immigrati dovrebbe considerata un prerogativa legittima ed insindacabile di ogni stato sovrano.
Due importanti elementi sono rimasti fuori da questa discussione.
In primo luogo, gli italiani che vogliono trasferirsi in Svezia stanno incontrando le summenzionate difficoltà proprio successivamente al varo di una riforma che ha reso la Svezia il paese OCSE con le regole più “liberali” nei confronti dell’immigrazione da lavoro. Pertanto, le difficoltà incontrate dai nostri connazionali appaiono in qualche modo “in controtendenza” (se non paradossali) e necessitano di un’analisi più approfondita.


E pensare che questo dovrebbe essere un sito serio ed affidabile!!!
Innanzitutto partiamo con un errore di fondo: un italiano in Svezia non ha bisogno del permesso di soggiorno. 
Io mi immagino frotte di aspiranti migranti che, malconsigliati, vanno allo Skatteverket a chiedere una cosa che non esiste: il permesso di soggiorno per cittadini europei.
Forse l'autore dell'articolo  confonde l’uppehållstillstånd con l’uppehållsrätt. Uppehållstillstånd, che potremmo tradurre come permesso di soggiorno,  e’ rivolto agli immigrati extraeuropei. Tillstånd vuol dire permesso, concessione, nulla-osta (att inga hinder föreligger ) mentre rätt vuol dire diritto (oltre che: giusto, corretto, tribunale, piatto o pietanza, abbastanza, molto, rettilineo).
Uppehållsrätt vuol dire che un cittadino europeo ha DIRITTO di permanere (o soggiornare chedirqualsivoglia) in Svezia.
Se siete cittadini italiani nessuno vi impedira’ di entrare in Svezia e restarci (a meno che non facciate qualcosa di sconveniente, come rubare, trafficare in droga e armi, cose di questo genere). 

Non e’ necessario alcun permesso di soggiorno. Punto.

In secondo luogo, il caso svedese mostra chiaramente come il diritto alla mobilità intraeuropea possa essere limitato da decisioni apparentemente discrezionali da parte delle autorità dei singoli paesi. 

Mah! Da modesto emigrato con le pezze al culo, quale io sono, non ho visto alcuna limitazione al diritto alla mobilita' intraeuropea (semmai hanno ridotto alcuni privilegi, ma questo e' un altro discorso).

L’Unione Europea è un’unione di diversi interessi nazionali. 


 L’adesione all’Unione Europea è stata vista da parte dei diversi paesi membri come un’opportunità per realizzare interessi in primo luogo nazionali. Per definizione, questi interessi nazionali tendono ad essere diversi da paese a paese.
Non bisogna dimenticare che l’Unione Europea è in primo luogo un’unione doganale all’interno della quale le merci, e non solo le persone, godono (teoricamente) di un “diritto” alla libera circolazione. A questo riguardo, è necessario ricordare come la Svezia sia un paese per vocazione “esportatore” (vale a dire: con la bilancia commerciale tradizionalmente in attivo). Aderendo all’Unione Europea, la Svezia ha avuto l’opportunità di espandere i suoi avanzi commerciali con paesi per vocazione “importatori” come l’Italia (vale a dire: con le bilance commerciali tradizionalmente in passivo).
La Svezia ha infatti registrato avanzi commerciali con l’Italia fino al 2007, cioè fino all’inizio della crisi economica. Questo significa che, fino a quell’anno, il valore delle esportazioni verso l’Italia
è stato costantemente superiore al valore delle importazioni dall’Italia.

Il nesso tra l’andamento degli scambi commerciali tra i paesi membri dell’Unione Europea e il diritto alla mobilità dei lavoratori potrebbe non sembrare evidente.
(in effetti non e' evidente) Eppure, la libera mobilità dei lavoratori tra i paesi membri dell’Unione Europea è stata pensata proprio come un meccanismo in grado di favorire il riequilibrio di eventuali asimmetrie che si sarebbero potute creare tra economie nazionali che, per quanto integrate in un medesimo mercato comune, rimangono comunque in competizione tra loro (segnalo, a questo proposito, questo recente rapporto per conto della Commissione Europea). In breve, la perdita di competitività di un paese membro nei confronti di un altro paese membro (per esempio, dell’Italia nei confronti della Svezia) avrebbe potuto/dovuto essere compensata dalla possibilità per i lavoratori del primo paese di trasferirsi nel secondo paese (per esempio, dei lavoratori italiani a trasferirsi in Svezia). 

Blah, blah, blah......

La crisi economica sta trasformando le relazioni economiche tra i paesi dell’Unione Europea.
È chiaro che la crisi economica sta modificando la situazione che si era venuta a consolidare fino a pochi anni fa. Vediamo i dati. Dal 2006 al 2012, il valore delle esportazioni dalla Svezia all’Italia è crollato di 10 miliardi di corone svedesi (vale a dire: più di un miliardo di euro!). Nello stesso arco di tempo, il valore delle esportazioni dall’Italia alla Svezia è invece rimasto stabile. Di conseguenza, l’attivo della bilancia commerciale svedese nei confronti dell’Italia si è gradualmente trasformato in un passivo. In sostanza, il valore delle esportazioni dall’Italia alla Svezia è diventato superiore al valore delle esportazioni dalla Svezia verso l’Italia.
È facile individuare il motivo per cui gli italiani acquistano meno prodotti svedesi che in passato. La recessione economica, l’aumento della disoccupazione e le politiche di austerità hanno infatti contribuito a ridurre significativamente la domanda di questi beni (hi-tech e costosi).
Dall’altro lato, il made in Italy non sembrerebbe aver beneficiato dell’aumento del potere d’acquisto dei lavoratori svedesi determinato dai vari jobbskatteavdrag (infatti il valore dell’export dal Bel Paese alla Svezia è rimasto invariato). 

Blah, blah, blah......nulla di sbagliato, pero' non c'entra una mazza, specie alla luce di quanto scritto dopo


 La Svezia del 2013 cerca immigrati poco qualificati. 

EEEEEEEHHHHHH?????? NO!! Manco pal casso! La svezia cerca immigrati MOLTO qualificati. Il problema degli svedesi e’ proprio questo: gli immigrati che arrivano in Svezia sono poco qualificati.

 Tuttavia, anche a causa della crisi economica, l’emigrazione dei lavoratori italiani negli altri paesi europei è in crescita. Per quanto la Svezia non sia una delle destinazioni più ambite e desiderate da questa nuova emigrazione, le autorità svedesi vogliono probabilmente “giocare d’anticipo” e prevenire che questa immigrazione aumenti di intensità. 

Si'. in effetti, non possono mica venir tutti qui...

Come vedremo in un prossimo articolo, gli immigrati italiani in Svezia (e, in particolare, quelli che si sono trasferiti negli ultimi anni) tendono ad avere elevati livelli di istruzione e, per questo motivo, riescono spesso a trovare occupazioni molto qualificate. 

L'esatto opposto di quanto scritto poche righe sopra, poche idee ma ben confuse.

Tuttavia, la Svezia del 2013 non cerca questo tipo di immigrati
(Come no!? Li cerca eccome!!!). In primo luogo (questo e' il secondo primo luogo dell'articolo), come abbiamo visto in un precedente articolo, alcuni studi hanno mostrato come la presenza di immigrati europei e molto competitivi nel mercato lavoro contribuisca ad alimentare sentimenti xenofobi tra la popolazione svedese, più della presenza di immigrati non europei e poco competitivi nel mercato del lavoro. 

Se il precedente articolo e' scritto come questo, allora e' meglio non tenerne conto. 
Comunque qui ritorna un tema sempre attuale. il famoso e rinomato razzismo svedese, al cui confronto Bossi e Maroni impallidiscono, i Naziskin arrossiscono di vergogna e i Talebani si sentono inadeguati.


In secondo luogo
(e questo e' il secondo secondo luogo), la summenzionata riforma che ha recentemente liberalizzato le politiche migratorie svedesi sembrerebbe essere rivolta proprio al secondo tipo di immigrazione, vale a dire all’immigrazione da lavoro poco qualificata proveniente da paesi non europei. Infatti, la maggioranza degli immigrati che sono riusciti ad ottenere un permesso di soggiorno beneficiando del nuovo sistema hanno per lo più trovato occupazioni manuali in settori di impiego già “saturi”, nei quali cioè si registra un’eccedenza (e non una carenza) di offerta di lavoro da parte dei disoccupati già residenti in Svezia (per esempio: il settore delle costruzioni, i settore dei servizi di pulizie, il settore della ristorazione).
 Qui siamo ai limiti del ridicolo. 
A parte il fatto che si parla di immigrati extraeuropei e non vedo cosa c'entri con gli italiani che vogliono trasferirsi in Svezia, l'articolo del DN che viene citato dice proprio che la riforma venne fatta per agevolare l'immigrazione di specialisti di cui c'e' carenza, ma che invece sono purtroppo arrivate persone le cui competenze sono superflue. 
(ma forse per leggere l'articolo ha dovuto usare Gogol Transleit)

In sostanza, le recenti restrizioni all'attribuzione dei permessi di soggiorno agli italiani che cercano trasferirsi in Svezia dovrebbero essere inquadrate nell'attuale fase di evoluzione (o degenerazione) delle relazioni economiche e politiche tra i paesi membri dell’Unione Europea. Inoltre, le “nuove” politiche migratorie svedesi sono rivolte ad immigrati con competenze professionali molto diverse da quelle generalmente possedute dagli immigrati italiani. 

Ma quali restrizioni??? Ma quali permessi di soggiorno??? Ma che ti fumi??? 
Infine, vorrei che qualcuno mi spiegasse quali sono le " competenze professionali ... generalmente possedute dagli immigrati italiani".  


Le difficolta’ che gli italiani che vogliono trasferirsi in Svezia incontrano riguardano semmai il personnummer: da un paio di anni a questa parte, per avere il personnummer e’ necessario prima registrarsi al migrationsverket e per fare questo bisogna dimostrare di avere un lavoro, oppure dei soldi che ci permettano di sostenerci, oppure di essere eroticamente legati ad un vikingo/a..... cose che spesso difettano agli immigrati "da sbarco".

A cosa serve il personnummer??? A molte cose, ma, fondamentalmente, quello che interessa ad un neo-immigrato sono i corsi di svedese gratuiti. Insomma, tutta sta menata perche’ ci sono ancora troppi connazionali che credono di poter arrivare in Svezia e trovare tutto pronto e a disposizione: casa, corso di svedese, sussidio di disoccupazione……
Ripeto, venite pure in Svezia, se siete italiani non avete bisogno del permesso di soggiorno. 
Se siete medici, infermieri, ingegneri, esperti IT e avete una mentalita' aperta non troverete difficolta' a trovar lavoro.
Infine, vi ricordo che tutto quanto si trova su Internet va preso con molta prudenza e molto buon senso.


giovedì 16 febbraio 2012

Ottavo motivo per NON vivere in Svezia

8)Welfare in decadenza. Gli svedesi il welfare se lo vogliono tenere per loro! Recentemente Reinfeldt ha proposto la possibilità di poter lavorare fino volontariamente ai 75 anni. Proposta di cui nessuno è entusiasta perché sospettano che il governo voglia innalzare l’etá pensionabile (al momento fissata a 67).

E io che pensavo che la Svezia fosse un paese di crocerossine! Io credevo che eran tutti lì che aspettavano di poterti regalare i loro soldi e i loro servizi, al primo arrivato solo perche' e' uno straniero senza lavoro e che non parla la lingua.
Anche in questo caso la nostra cara Autrice mescola argomenti vagamente attinenti tra loro come l'eta' massima di pensionamento e il welfare (che non e' solo pensioni), solo per dare una visione "decadente". Si tratta solo di una proposta ventilata dal primo ministro Reinfeldt. Se si va a cercare le fonti di questa notizia sconvolgente, qui oppure qui, ci si rende conto che non si tratta di sfruttamento dei lavoratori. Il primo ministro spiega che la societa' sta cambiando, che dovrebbe essere possibile lavorare fino a 75 anni, magari cambiando lavoro attorno i 45-50 anni, per fare questo si potrebbero dare le borse di studio (il gia' menzionato studiestöd) anche agli ultracinquantenni. A me non sembra cosi' brutto come si vuol far credere.
Una cosa e' sicura: il welfare in Svezia bisogna guadagnarselo e questo per molti italiani e' veramente inconcepibile.

mercoledì 15 febbraio 2012

Settimo motivo per NON vivere in Svezia

7) Lingua – difficile impararla bene, ci vogliono anni, soprattutto per acquisire un accento decente. Un accento sbagliato vi penalizzerà, inserendovi in automatico nella lista degli ”stranieri”. Senza conoscenza della lingua non si trova lavoro (a parte alcune eccezioni). Infine, nei corsi di lingua nessuno vi insegnerà la pronuncia esatta.

Vi diro' di piu': lo svedese e' difficilissimo!!!!

Lo svedese e' una lingua talmente difficile che gli stessi svedesi, quando nascono non riescono a parlare svedese. Ci mettono molti mesi solo per riuscire a pronunciare alcune parole e poi devono perfino studiarlo a scuola. 
Per poter parlare e scrivere in svedese a livello universitario, uno svedese deve studiare almeno quindici anni.  

Fatte queste considerazioni, vi parlero' con il cuore in mano: lo svedese non e' cosi' difficile come sembra. Secondo me e' piu' semplice dell'inglese.  Non ci vuole molto per imparare lo svedese, ci sono riuscito io che sono completamente negato per le lingue.  Credo che 6-8 mesi siano sufficenti per raggiungere un livello accettabile.

Per padroneggiare una lingua ci vogliono anni, il processo di apprendimento dura tutta la vita e questo vale anche (e soprattutto) per la vostra lingua madre. 
Non c'e' quindi da stupirsi se ci vogliono anni per parlare svedese molto bene.
Probabilmente non riuscirete mai a perdere l'accento esotico, ma io non credo che possa essere un problema o un limite nel farsi accettare. 
Come in tutte le lingue (italiano compreso) anche nello svedese ci sono cadenze, inflessioni, accenti, e' per questo motivo che nei corsi di lingua non vi insegnano la "pronuncia esatta", perche' non esiste.  Per esempio: Hej då! A Stoccolma si pronuncia "Hej doa!" mentre a Linköping la pronuncia somiglia di piu' a "Hej do!". 
Infine, mi sembra logico che se uno non parla svedese faccia molta difficolta' a trovare lavoro, in Svezia, non vedo per quale motivo debba essere altrimenti. 

Sesto motivo per NON vivere in Svezia

6) Difficoltà nel trovare lavoro – protezionismo svedese. Il lavoro si trova solo in casi particolari e in campi in cui il Paese ha particolarmente bisogno: medici, ingegneri, IT. Bisogna però dire che gli ingegneri se non formati alla scuola locale vengono messi a svolgere lavori di minor conto per ”svedesizzarli”.


Certo che a questa Monsieur de Lapalisse je fa na' pippa.
Incredibile a dirsi: in Svezia, se non vi e' bisogno di una figura professionale in un determinato campo, questa non trova lavoro.

Gli ingegneri "non formati alla scuola locale" vengono messi in salamoia nei barili di surströmming finche' non diventano biondi.

A differenza dell'Italia, dove la maggioranza dei laureati fatica a trovare un lavoro, la Svezia offre buone opportunita' di lavoro per i laureati e per tutti quelli che hanno competenze avanzate.
Ma non aspettatevi nessun trattamento di favore, essere italiani non da' alcuna agevolazione.
Personalmente ritengo il mercato del lavoro svedese molto aperto agli stranieri, vi faccio un esempio: se volete lavorare come insegnante presso la scuola pubblica italiana dovete essere cittadini italiani; se volete lavorare come insegnate nella scuola svedese non serve essere cittadini svedesi.
Conosco personalmente alcuni ingegneri italiani che lavorano in Svezia, posso dirvi che hanno trovato facilmente un impiego,  che fanno lo stesso lavoro che facevano in Italia, che li pagano di piu' e che non hanno subito alcun processo di "svedesizzazione".

Non pensate di venire in Svezia per lavorare come pizzaioli, baristi, lavapiatti ce ne sono in abbondanza e sono molto piu' bravi di voi.
Se invece volete venire qui per insegnare italiano, beh! Questa e' veramente un idea originale, non ci aveva pensato nessuno......

mercoledì 18 gennaio 2012

Anno nuovo...... blog nuovo

Dopo tanto sudare e infinite bestemmie,
e' stata finalmente portata a termine la "migrazione".

Per non sbagliare ho esportato il blog anche su wordpress e logga.me,
ma credo che d'ora in poi continuero a scrivere sul qui presente.
Il motivo non saprei spiegarlo, ma preferiso blogspot.

Questo inizio d'anno ha portato molte novita':
per esempio un nuovo contratto di lavoro, tempo determinato, fino il 30 agosto, a Kalmar.
Se ricordate bene ci avevo gia' lavorato.

Per qualche mese (otto per la precisione, ma e' meglio non pensarci) dovro' fare il pendolare del finesettimana con Linköping, questo ha comportato, per questioni pratiche, l'acquisto di un' auto. Altra novita', che potrebbe essere argomento del prossimo posto (e sottolineo, potrebbe).

Un consiglio su dove pernottare a Kalmar: Kolbodagården.
Un bellissimo ostello, in riva al mare, a soli 20 Km dal centro di Kalmar.
Le camere sono confortevoli (ci sono anche le singole con bagno) e si affacciano direttamente sul mare. Non piu' di trenta metri dalla mia finestra, il paesaggio e' bellissimo, suggestivo, peccato che io vada al lavoro che e' buio pesto e che al mio ritorno sia altrettanto buio pesto
(le giornate si allungheranno presto).
In questa stagione l'ostello e' praticamente deserto (ho contrattato un notevole sconto sul prezzo), gli unici ospiti sono il sottoscritto e un operaio della manutenzione della compagnia elettrica. L'effetto e' quello di "shining"

venerdì 4 marzo 2011

Trasloco!

Da questo momento e' ufficale.
Per motivi che ancora sfuggono alla mia comprensione la "tana" si sposta da Stoccolma a Linköping!!
Där idéer blir verklighet !! (....speriam bene)

Il presente annuncio viene dato con il consueto, italico, ritardo, quindi posizionate l'avvenimento circa quindici giorni prima la data della presente.
Per la prima volta sono riuscito ad ottenere un contratto "första hand" per l'appartamento. Ci sono comunque altri "hyresvärdar" sul sito del comune.
Se poi volete risparmiare qualche corona sul trasloco, invece dei soliti Q8 o Statoil, potete noleggiare il furgone da Rent-a-wreck, economico anche se leggermente scassato.
C'e' da dire che Linköping e' posizionata in posizione centrale e strategica, da qui e' possibile raggiungere agevolmente i posti dove solitamente lavoro, per esempio Kalmar o Kristianstad.
Deve essere per questo che la fortuna mi ha inviato un nuovo contratto...... due mesi in un posticino carino e dimenticato che si chiama Tierp.....che attualmente si presenta cosi'...












Da Balorso

domenica 7 novembre 2010

OH NO, Kalmar Igen!!!

Per sostituire un collega malato il sottoscritto dovra' volare di nuovo a Kalmar e lavorare una settimana (o forse due). A presto....

giovedì 7 ottobre 2010

lavoro

Mi scuso per il lungo silenzio estivo. Non ero in vacanza bensi' a lavorare.

E' cominciato tutto con il mio viaggio a Borås, il cui scopo (segreto) era un colloquio di lavoro.
Una ventina di giorni dopo ricevo una telefonata in cui mi dicono che purtroppo il posto e' stato assegnato ad un altro ma che, se voglio, terranno presente il mio nominativo per un eventuale vikariat. Io mi rendo disponibile e penso che e' solo un modo gentile per addolcire il boccone amaro.

Invece dopo altri venti giorni ricevo un seconda telefonata in cui mi propongono 5 settimane di lavoro a Kristianstad.

Avevo le valige gia' pronte per andare in Italia in vacanza, ho buttato via i biglietti Ryanair appena comperati e sono partito per Kristianstad.
Terminate le 5 settimane, il contratto e' stato prolungato di altre sei settimane, ma questa volta a Kalmar.

Alla fine eccomi qui, dopo un estate impegnativa ma non stressante e soprattutto redditizia.

Estate impegnativa perche' ho fatto il "veckopendlare", infatti i calli alle mani mi sono venuti non tanto per il duro lavoro bensi' a forza di tirare la valigia per stazioni e marciapiedi.
Estate redditizia perche'.......... (c'e' bisogno che ve lo spieghi???).
Queste undici settimane sono passate velocemente, quello che adesso rimane e' l'esperienza lavorativa in Svezia con le relative referenze da inserire in fondo il curriculum, un passo importante dentro il sistema.
Inoltre ho incontrato un numero "n" di svedesi autentici...... alla domanda classica: come sono gli svedesi?? Io posso rispondere che sono normalissimi bipedi umanoidi tanto quanto noi italici...... solo un paio di timidi, gli altri sono stati cordiali,  gentili e amichevoli.

Ero gia' stato sia a Kristianstad che a Kalmar, di passaggio per Åhus e Öland, tanto tempo fa.

Se cercate una soluzione abitative spartana ed economica a Kristianstad cliccate qui.
A Kalmar invece qui.

Per gli spostamenti: treno, buss e aereo!!!










Da Balorso